Google ha annunciato entro l’anno nuovo la dismissione di diversi prodotti, tra cui Google Buzz, Code Search, lo University Research Program per Google Search, le funzionalità sociali di iGoogle, Jaiku, e varie interfacce connesse a questi servizi.
L’intento di Google è evidentemente quello di focalizzare la sua attività, e ha esplicitamente parlato di un colpo di spugna per quei servizi che non ritiene abbastanza popolari perché valga la pena di continuare a garantire loro assistenza, mantenimento e sviluppo. Nel dettaglio:
• Google Buzz. Questo è sicuramente il servizio la cui chiusura colpisce di più, nonostante fosse tutt’altro che imprevedibile. Buzz è stato introdotto nel febbraio 2010 e si era guadagnato dapprincipio una ottima attenzione, ma passati gli entusiasmi iniziali ha dimostrato di non reggere sul lungo termine: verrà chiuso, pare, entro pochissimo tempo.
• Code Search. Questo, nato come uno strumento di ricerca di nicchia pensato per tracciare il codice open source, assieme alle sue interfacce di programmazione non sarà più disponibile a partire dal 15 gennaio 2012.
• University Research Program per Google Search. Questo programma forniva ai ricercatori accademici interfacce dedicate per accedere ai risultati di ricerca: verrà dimesso anch’esso con il 15 gennaio 2012.
• Funzionalità sociali di iGoogle. Mentre il servizio di iGoogle proseguirà normalmente la sua attività, tutte quelle funzioni che lo rendevano apparentato ai social media verranno chiuse in favore del più mirato Google+, anche queste a far data dal gennaio 2012
• Jaiku. Anche questa funzionalità acquisita da Google nel 2007 cesserà di essere attiva dal fatidico 15 gennaio 2012.
Tutti coloro che utilizzavano abitualmente uno o più di questi servizi Google dovrebbero non incontrare grosse difficoltà nel recuperare i loro dati e informazioni prima delle chiusure. Molti dei prodotti infatti hanno già incluse funzioni di esportazione dei dati, le quali continueranno ad essere normalmente attive fino al momento della cessazione del servizio, mentre per scaricare i dati e le informazioni di Buzz sarà possibile utilizzare Google Takeout.
Servizi in chiusura: quale il significato nelle strategie di Google
Come si diceva, l’annuncio più rilevante in questo elenco è quello relativo a Google Buzz, che molti consideravano da tempo morto e sepolto nonostante Google lo mantenesse in funzione. Naturalmente la presenza sul mercato di Google+, un social network che gli è effettivamente subentrato, ne ha reso più che logica la dismissione.
Come sottolinea il vicepresidente di Google+ Bradley Horowitz “Cambiare il mondo necessita di guardare al futuro ed essere onesti riguardo al passato.” Perciò, sebbene Google “abbia imparato molto da prodotti come Buzz” è ormai arrivato il momento di mettere il servizio a riposo. Lo stesso discorso ovviamente si applica a tutti i vari esperimenti minori di approccio al campo dei social media che non sono ancora stati integrati in Google+.
È sempre stata da molti assai discussa quella che sembrava da parte di Google una strategia del “Facciamo Tutto”, che sembrava in effetti piuttosto insostenibile: pare che ora l’azienda stessa si trovi d’accordo con questi dubbi.
In aggiunta a quelli già citati di prossima chiusura, numerosi altri prodotti di Google sono già arrivati al capolinea: tra questi Google Labs, che è stato chiuso ufficialmente il 14 ottobre scorso, e Boutiques.com e Like.com, entrambi i quali ora vengono reindirizzati su Google Search Products. E ora la domanda su cui sarebbe divertente scommettere potrebbe essere: quale sarà il prossimo prodotto di Google a chiudere i battenti?

Italiano
简体中文
English
Deutsch
Español
Polski 
