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YouTube: le 5 idee sbagliate sfatate dal suo Group Product Manager, Baljeet Singh

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Un video su YouTube vale per quante volte viene visto: molto spesso questo è l’unico parametro che viene preso in considerazione, dando per scontato che se un filmato non coincide con criteri che possano essere immediatamente misurati tramite YouTube Analytics non abbia valore. Recentemente Baljeet Singh, group product manager di YouTube ha scritto un articolo per NBC Chicago sostenendo la possibile grande validità di video senza alti numeri di visualizzazioni. E come ottenere il successo senza concentrarsi unicamente su questi numeri è naturalmente importante in particolare per i piccoli business.
Vediamo quali sono questi miti da sfatare.

Cinque miti da sfatare riguardo al successo su YouTube

1. Un video dev’essere virale altrimenti non vale niente.

Un esempio che Singh cita è quello della Rokenbok Toy Company:

rokenbok

nessuno dei suoi video può essere definito “virale”, ma in un periodo in cui i grandi store di giocattoli stanno chiudendo Rokenbok ha lanciato un canale YouTube dove pubblica filmati di informazione e intrattenimento. Questi video, combinati con la partecipazione a YouTube Promoted Videos e True View In-Stream Ads hanno portato lo store a prosperare anziché finire rapidamente fuori gioco.
In altre parole, non è necessario raggiungere milioni di persone, ma le persone giuste. Ognuno ha un suo target di pubblico: se siete in grado di produrre video con ottimi contenuti che mostrino chi siete in modo efficace alle persone giuste non avete alcun bisogno di un video virale.

2. La gente vuole vedere solo video buffi

Singh ricorda come esemplificativo il caso di Ceilume, che produce filmati relativi ai suoi rivestimenti da soffitto.

ceilume

Sembra una delle cose più noiose al mondo, ma il canale YouTube di Ceilume ha conteggiato oltre un milione di visualizzazioni e le vendite dell’azienda hanno avuto un’impennata di oltre il 15%. Il tutto con semplici video informativi e istruttivi riguardo a qualità, prezzi e montaggio di rivestimenti da soffitto.
Singh precisa: “Invece di focalizzarsi sull’essere simpatici, originali e ingegnosi, puntate sull’essere rilevanti. Filmati che coinvolgano il vostro pubblico mostrando con chiarezza le funzionalità di un prodotto o visualizzando un concetto difficile possono avere un impatto molto, molto maggiore”
La parola “rilevante” è fondamentale: ci sono 800 milioni di persone che guardano YouTube, milioni di queste sono certamente in cerca di istruzioni, informazioni, suggerimenti pratici. Non tutto deve essere divertente o scherzoso. Ci sono moltissimi esempi di piccole aziende che utilizzano YouTube ottenendo solo una manciata di visualizzazioni ma con enorme successo nell’attrarre la loro specifica clientela.

3. YouTube è solo per giovani

Ci sono esempi di show e soap la cui chiusura delle trasmissioni su YouTube ha provocato valanghe di proteste tra un enorme numero di anziane signore che li seguivano con passione.
Siamo molto vicini a quanto detto al punto 1: siete in cerca di un vostro target di pubblico e, che ci crediate o no, ci sono moltissime persone di età non adolescenziale che guardano YouTube. Per esempio, forse non sapevate che YouTube raggiunge 20 milioni di persone di sesso femminile tra i 35 e i 54 anni: sono quasi 19 milioni in più dei contatti del sito di Oprah Winfrey.
E questo è solo un dei possibili target: ci sono ovviamente anche moltissimi uomini non giovani: si tratta solo di individuare il proprio pubblico e focalizzarsi su questo.

4. Le persone su YouTube cercano solo divertimento

In parte ne abbiamo già accennato al punto 2. Ma attenzione a quanto afferma Singh: i video “How to” sono ricercati tre volte tanto dei “Video musicali”. Naturalmente bisogna approfondire un po’ il dato, perché è ovvio che la maggior parte delle persone non cerca su YouTube video musicali in genere, ma cerca in particolare artisti e nomi.
Ciononostante c’è molto di vero in questa affermazione: i filmati che mostrano “come fare” sono richiesti da ogni genere di persone, per le cose più disparate. Sia che abbiate bisogno di rinfrescare le pareti di casa vostra o di preparare una ricetta particolare, o di sostituire una gomma a terra, YouTube ha un video per voi. Pensateci: la vostra azienda ha certamente qualcosa da mostrare o da insegnare, qualcosa di cui qualcuno è in cerca e che può apprezzare.

5. I video devono avere un aspetto professionale

La qualità produttiva di un video in realtà dipende dal contesto. Come dice Paul Eichen della già citata Rokenbok, per rapidi filmati di prodotto talvolta ha semplicemente filmato, montato e prodotto il video totalmente dal suo iPad, come nel caso del video per l’“X2 Elevators”, completamente prodotto e pubblicato via iPad.

X2 elevator

In molti casi filmati di “basso” valore produttivo, girati al momento con semplicità hanno dimostrato di funzionare altrettanto bene che video di “alta” qualità accuratamente sceneggiati e girati con ogni cura: non è strettamente necessario essere tirati a lustro se il contenuto è interessante e rilevante per chi lo cerca

E se questi suggerimenti arrivano da qualcuno che, dall’interno di YouTube, vede in diretta il successo di un video da un altro punto di vista, forse è una buona idea tenerne conto.

 

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Social media e no-profit, le linee guida per combinarli al meglio

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social media no profitL’utilizzo dei social media nel settore no-profit è ormai ampiamente diffuso per condividere gli scopi della propria organizzazione, ottenere supporto, raccogliere fondi e reclutare volontari. Ma naturalmente perché sia efficace comporta qualcosa di più che avere un semplice account su Facebook, Twitter, Google+ o un’altra delle ormai numerose piattaforme. Queste le linee guida basilari per diffondere online la vostra causa.

Focalizzare i promotori attivi

Le persone e i gruppi che condividono idee e opinioni si infondono reciprocamente passione ed energia: la gran parte di questa spinta è dovuta a coloro che si pongono come promotori attivi, e sono questi di cui ha bisogno la vostra organizzazione.

Chi si occupa di attività di vendita analizza e sonda la clientela per poterne suddividere gli elementi in sostenitori, detrattori e passivi, con l’obiettivo di trasformare ognuno in promotore attivo. A questo scopo concentra lo sforzo sui passivi e i detrattori, attivandosi per migliorare il più possibile la loro esperienza con l’azienda o il prodotto.
Una organizzazione no-profit dovrà muoversi nello stesso modo: l’obiettivo sarà quello di focalizzarsi sui sostenitori perché diffondano il messaggio e contemporaneamente fare in modo che i passivi diventino impegnati e attivi.

Radunare alleati

Non basta individuare i sostenitori, bisogna chiedere la loro fattiva collaborazione, incoraggiarli a condividere articoli e link per far girare la voce all’interno dei loro ambiti di influenza. Così come è essenziale incrociare la promozione del proprio messaggio con le organizzazioni e le iniziative che abbiano obiettivi simili ai propri.

Un esempio interessante di come spossa guadagnare visibilità tramite l’alleanza con altri è stato il Blog Action Day, pensato per diffondere la consapevolezza riguardo al problema della povertà. Più di 80 organizzazioni si sono accordate per partecipare a una giornata di discussione sul tema e circa 13.000 blog si sono iscritti, tra cui 17 tra i più famosi a livello mondiale. Il risultato è stato nientedimeno che 13 milioni di persone nel mondo intero hanno seguito l’evento o vi hanno partecipato direttamente.

Per coinvolgere potenziali alleati è però assolutamente necessario tenerli regolarmente aggiornati. Utilizzate le funzionalità di sottoscrizione di Facebook, offrite regolarmente feed RSS o Atom dei vostri articoli o eventi e proponete spesso sondaggi, raccolte di firme e altre iniziative che possano essere condivise dai vostri sostenitori.

Creare un circolo virtuoso

Fate in modo di essere ben connessi non solo con il vostro pubblico ma anche con voi stessi: ogni vostro blog, pagina web e social media deve essere collegato con tutti gli altri, così da rendere semplice per chiunque trovare la vostra organizzazione nelle sue differenti modalità di presenza online. Utilizzate tutti le funzionalità disponibili: link, badge, bottoni, e promozione incrociata.

È utilissimo avere un profilo completo, sintetico ma esauriente, che raccolga in maniera chiara idee, obiettivi, immagini, risultati ottenuti e riferimenti di altri enti o iniziative a cui la vostra è collegata o che supporta. Questo rende molto più agevole la comprensione dei vostri scopi e della natura della vostra organizzazione, e stimola interesse e partecipazione.

Lasciare che i contributi arrivino spontaneamente

Come in ogni attività di raccolta di fondi, il modo più efficace è condurre bene iniziative giuste e interessanti e lasciare che i fondi affluiscano naturalmente, piuttosto che andare a bussare porta a porta per sollecitarli.

Nelle attività a scopo di lucro creare un prodotto o servizio altamente desiderabile o che soddisfi una necessità porta automaticamente dei profitti, ma per massimizzarli vengono utilizzate opportune attività di marketing, così come ci sono persone che si occupano di illustrare nel modo migliore i vantaggi e benefici del prodotto. In questo modo sono i consumatori a decidere di acquistare: poiché hanno stabilito che hanno bisogno o desiderano quel prodotto o servizio, non perché l’azienda ha chiesto loro di farlo.

Allo stesso modo, spiegare le motivazioni di una iniziativa o di un progetto in modo efficace, convincente e di impatto è molto più redditizio che dichiarare che si stanno raccogliendo fondi e richiedere un contributo. Bisogna sempre mettere a disposizione un bottone per le donazioni e ogni informazione di cui un potenziale sostenitore possa aver bisogno, ma è molto meglio evitare di inviare messaggi a destra e a manca chiedendo fondi.

Altrettanto importante è fornire cortesi e regolari aggiornamenti sull’andamento della campagna promossa dall’organizzazione, così come pubblicare articoli relativi, ad esempio, a come un gruppo ha dato il suo sostegno convincendo ogni collega e compagno di lavoro a donare un euro. Non bisogna dimenticare che molte piccole donazioni spesso sono quelle che portano la maggior parte dei fondi: coinvolgere sul lungo termine molte persone in grado di dare piccoli contributi spesso è più efficace che ottenere qua e là donazioni più ingenti ma una tantum

La chiave di tutto è essere sinceri e coinvolgenti: un impegno genuino e la costante attenzione a questi semplici suggerimenti sono il punto di partenza da cui poi tutto seguirà con naturalezza.

 

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Qual è il futuro dei video online ?

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Soltanto qualche anno fa l’ubiquità dei video online (dove vuoi , quando vuoi) sembrava un’utopia ed in molti, anche tra gli “addetti ai lavori” dubitavano che i consumatori avrebbero voluto vedere qualcosa di più lungo di un semplice video youtube sui loro piccoli schermi tablets o smartphones.

Oggi, a distanza di pochi anni i consumatori, noi, siamo quelli che guardiamo film TV sui nostri piccoli schermi. Certo, il servizio televisivo dai contenuti sempre più scarni e meno interessanti ci ha aiutato non poco . Ma siamo solo agli inizi di questa grande rivoluzione video che si diffonderà con forza ancora maggiore negli anni a venire.

Non è improbabile che a breve nei supermercati troveremo la nuova TV piatta commercializzata dalla Apple :un’ enorme i-tv  che va ben oltre il bell’aspetto hardware. A questo punto perché non aspettarsi che cambi completamente il modo di utilizzare il mezzo televisivo così come è accaduto per il mondo della musica dopo i POD/i TUNES?

E cosa dire della guerra dei Tablets in corso? L’Apple iPad potrebbe restare il numero uno ma il Kindle FIRE di Amazon gli sta dando filo da torcere utilizzando una strategia in cui l’hardware diventa un cavallo di Troia per poter vendere i propri servizi (in particolare premium video) ed incentivare lo shopping via tablets o smartphones…strategia che a dire il vero sta rendendo Amazon un’azienda altamente competitiva.

E ancora, la battaglia per avere un posto in prima fila in salotto ed il “taglio del cavo” sono ormai sotto gli occhi di tutti.
Google dal canto suo continuerà la spinta nel settore “Premium video e TV” anche se è probabile che non andrà troppo lontano. La nuova frontiera per Google è infatti la monetizzazione dei video tramite la pubblicità ecco perché inizierà a proporre gli eventi TV live via Internet a discapito della Tv via cavo. E se anche Apple ed Amazon seguiranno l’esempio di Google ci ritroveremo “senza cavi” il che non sarà necessariamente un male per i colossi del cavo dato che i guadagni su banda larga sono molto maggiori rispetto a quelli sui prodotti ed un aumento della concorrenza può solo portare un aumento dei consumatori di banda larga.

Non dimentichiamo cosa ci siamo chiesti all’inizio di questo percorso: Qua è il futuro dei video online?

Il risultato della diffusione degli smartphones con telecamera HD è l’incremento di video familiari o di amici non solo da condividere ma da conservare e trasferire su altri supporti, il che ovviamente aprirà nuove vie di monetizzazione ed il miglioramento di questi servizi.

Sono sempre più convinta che la richiesta di prodotti e servizi che permettano il libero flusso dei video HD crescerà in maniera esponenziale e da qui nascerà anche l’esigenza di eliminare tutti gli ostacoli quali formati. codec, drivers, dispositivi o altro in modo tale che qualsiasi video possa essere visto o registrato su qualunque supporto.

Attenzione anche ai video transcoding, potrebbero essere la chiave di accessibilità ad ogni video…ma di questo ne riparleremo in un futuro non troppo lontano

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Come può un motore di ricerca misurare la qualità dei suoi risultati?

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immagine motore di ricercaQuando si cerca di misurare l’efficacia di un sito, si possono usare parametri differenti come ad esempio: il numero degli ordini,il numero di telefonate riguardanti i propri servizi, le iscrizioni alle newsletters, i click sui banners, i tweet o i post dei blog pubblicitari. Addirittura si potrebbe valutare la quantità di tempo che le persone “stazionano” sulle pagine web.

I motori di ricerca, in primis, misurano la loro efficacia (una licenza acquisita da yahoo di recente,valuta il posizionamento delle pagine attraverso interrogazioni differenti e lo stesso stanno per fare Google e Bing).

Uno dei principali problemi da fronteggiare, in questo ambito, è determinare se effettivamente i sistemi di misurazione scelti funzionino; e questo è un problema soprattutto per i siti di grandissime dimensioni.

Per intenderci, facciamo un esempio pratico: la licenza di Yahoo è “Sistemi e metodi per lo sviluppo di ricerche con metriche di successo” di Lawrence Wai ed in sintesi l’estratto afferma che su un insieme di pagine, risultato della ricerca, viene determinato un valore di successo per ogni singola pagina e poi, in un secondo momento, un insieme di macchine usa un sottoinsieme delle pagine risultato della ricerca, confrontandolo con il valore di successo determinato in precedenza.

L’accuratezza con cui ogni macchina ha imparato a predire il valore di successo di pagina è poi oggetto di valutazione.

Dunque, “la licenza” non fa che enumerare i differenti approcci utili per misurare il successo della ricerca. Il punto focale di questa licenza,è prendere un parametro efficace e valutare se ci sono dei valori che un sistema di apprendimento può usare per predire quel parametro quale efficace (ad esempio il tempo di stazionamento su una pagina  è un parametro efficace). Nella licenza poi si fa una distinzione netta  tra classi di valori metrici di successo per le pagine e tali classi sono ordinate in base alla fattibilità con una regola così sintetizzata: è generalmente vero che più è in alto la classe e più è difficile ottenere la metrica.

Nella gerarchia dei metodi di misura vi è poi il numero di click sulle pagine di ricerca fatti a seconda delle differenti interrogazioni. Certo, ci siamo addentrati in un argomento che presenta aspetti ancora poco chiari, ma se ognuno di noi almeno una volta ha speso del tempo pensando a come un motore di ricerca possa valutare la qualità dei suoi risultati, sicuramente potremmo spendere altro tempo leggendo le licenze con i loro molteplici approcci sull’argomento.

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I contenuti, come riutilizzarli in modo vincente

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content marketingUna delle lagnanze che più spesso capita di sentire dai clienti SEO è quella relativa ai contenuti: sanno – gli è stato detto e ridetto – che contenuti di qualità sono necessari, ma non sanno cosa scrivere. E anche quando hanno sottomano una lista di argomenti che potrebbero fare al caso loro sovente non hanno nessuno all’interno dello staff che abbia il tempo di occuparsi con l’impegno necessario di un marketing dei contenuti di qualità elevata.

Ma in realtà è perfettamente possibile farlo: il content marketing non è così difficoltoso come molti proprietari di siti sembrano pensare, anche se un calendario editoriale – soprattutto se organizzato su diversi mesi – può facilmente intimidire. Una soluzione semplice per non farsi prendere dal panico è il riutilizzo dei contenuti.

Riutilizzare un contenuto o, per meglio dire, reimpacchettarlo a nuovo, significa prendere un contenuto esistente – ad esempio la pagina di un nuovo prodotto pubblicata sul sito – e ripensarlo per riproporlo adattato a differenti piattaforme. Attenzione, non si tratta di riciclare e  far girare lo stesso identico contenuto pubblicandolo qua e là decine di volte senza cambiare nient’altro che un paio di parole chiave: si tratta di riutilizzarlo riscrivendolo e riformattandolo così che sia unico ma mantenga gli stessi punti focali e lo stesso messaggio dell’originale da cui si è partiti.

Quattro idee per riutilizzare i contenuti in modo soddisfacente

Trasformare gli elenchi in contenuti singoli.
Ogni volta che pubblicate un elenco, ad esempio “I dieci migliori modi per fare X”, quasi certamente ognuno dei punti dell’elenco può essere ampliato e diventare un post autonomo. Ricordate che un blog forte deve essere costantemente aggiornato con contenuti freschi per mantenere interessati sia i vostri lettori sia i motori di ricerca: potreste trovare dozzine di potenziali articoli, andando a scavare tra gli elenchi che avete pubblicato!

Trasformare le presentazioni in seminari online
Ricordate quella presentazione in PowerPoint che avete proposto ad un convegno la scorsa estate? Può essere una ottima base per costruire ora un seminario online, magari perché no, interattivo. Accertatevi che le informazioni siano ancora aggiornate e pertinenti e usatelo a vostro vantaggio evitandovi la fatica di preparare un seminario online ex novo.

Includere video negli articoli
Gli “spider” dei motori di ricerca non vedono un video nello stesso modo in cui lo vede una persona. E se state pubblicando i vostri filmati soltanto mediante i siti di condivisione video come YouTube probabilmente state trascurando una bella fetta del vostro pubblico: è probabile che abbiate molti più visitatori sul vostro blog che sul vostro canale YouTube, no? Prendete gli ultimi filmati e includetene ognuno in un post per consentire anche ai vostri lettori abituali di fruirne. Scrivete una breve descrizione, se non la trascrizione completa, così che i motori di ricerca possano “vederli”, con beneficio anche per la SEO.

Inserire i comunicati stampa
Non è difficile creare una nuova sezione del sito aziendale dove pubblicare una versione ritoccata dei comunicati stampa che diffondete attraverso i canali di PR. Se ci pensate, si tratta di novità che riguardano la vostra azienda, il che è l’ideale per le ricerche con keyword brandizzate, e può convogliare interessanti flussi di traffico verso il sito. Perché mai lasciare che tutti questi visitatori se li prendano i siti di distribuzione?

 

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Marketing online, le tendenze che decolleranno in questo nuovo anno

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Osservare le tendenze di marketing è un po’ come osservare un aeroporto: alcuni velivoli sono pronti al decollo, altrmarketing trendi hanno visibilmente bisogno di ulteriore tempo per riuscire a imbarcare i passeggeri.
L’intento di questa lista è proprio questo: aiutare a stabilire su quali tendenze concentrare tempo e risorse perché ormai pronte a decollare e a quali lasciare ancora del tempo – pur mantenendole sotto osservazione – perché ancora in fase preparatoria.

I trend pronti al decollo

Affari, offerte e occasioni
Quello appena iniziato sarà un’anno di ricerca di offerte e occasioni perché l’economia è ancora in affanno e i consumatori hanno a portata di mano sempre più strumenti di confronto dei prezzi.
Utilizzate il marketing per attrarre gli acquirenti con offerte imbattibili, poi tenetevi stretti i nuovi clienti incentivandoli a ripetere gli acquisti e a diffondere recensioni e referenze. Tenetevi pronti a reagire in ogni momento con sconti immediati o altri incentivi: gli utenti hanno modo di confrontare i prezzi con rapidità, e grazie ai dispositivi mobili lo faranno sempre più in fretta.

Marketing mobile attivo
Significa offrire al consumatore la possibilità di interagire con il vostro advertising dal proprio dispositivo mobile, attirandolo attivamente verso una decisione di acquisto.
Per fare ciò è necessario combinare alla pubblicità tradizionale una richiesta di azione: ad esempio chiedere al consumatore di ottenere un buono sconto digitando un codice o fotografando direttamente il coupon da una pubblicazione a stampa.

Marketing localizzato
Se volete raggiungere potenziali clienti a Firenze ha senso pensare di fare pubblicità su un quotidiano nazionale? Certamente sì, ma soltanto se siete certi che la pubblicazione visualizzerà il vostro annuncio locale ai quei fiorentini che avranno trovato l’articolo tramite ricerca sul web. Vale già la pena di sperimentare annunci localizzati su pubblicazioni nazionali, accertandosi però che queste includano funzionalità di visualizzazione dei messaggi localizzate per pertinenza.

Conquistare i social media
Se avete abbastanza clienti per avere un business non dovete dimenticare che alcuni di questi stanno probabilmente parlando di voi online, dando un parere sui vostri prodotti e servizi tramite i social media o chattando a proposito della loro esperienza con voi. Che queste recensioni e opinioni siano positive non è garantito: è qualcosa che bisogna conquistarsi.
Utilizzate uno strumento di monitoraggio dei social media come Trackur o Google Alerts per vedere cosa dice la gente quando parla della vostra azienda o dei vostri prodotti. Poi fate in modo di essere coinvolti nella conversazione, per arrivare  a chiedere  con cortesia ai consumatori di valutare il vostro business e diffondere le loro opinioni in merito.

CRM sociale
Un database per il CRM (customer relationship management), vale a dire per la gestione delle relazioni con la clientela, è generalmente utilizzato per tracciare il comportamento di acquisto delle persone. Ma non va dimenticato che i vostri clienti condividono altre informazioni che riguardano loro e il loro stile di vita, informazioni che possono essere monitorate tramite i social network.
Quest’anno non trascurate di prendervi un po’ di tempo per monitorare la vostra clientela e raccogliere ogni informazione utile: se vedrete utenti parlare di progetti di vacanza su Facebook, quale occasione migliore per proporre una promozione relativa alle prossime vacanze estive?

Le tendenze da tenere sott’occhio

Marketing mobile passivo
Questo significa inviare messaggi promozionali sia tramite sms sia via chiamate vocali: un metodo ancora piuttosto costoso, soprattutto per le piccole aziende che avrebbero grosse difficoltà nell’invio di massa di messaggi e chiamate. Per il momento è ancora conveniente continuare ad investire nel marketing mail: la posta elettronica è molto meno dispendiosa e a differenza di un sms può veicolare contenuti lunghi e articolati.

Giocare sui tre schermi
Nel 2012 e oltre bisogna aspettarsi che l’attenzione che l’utente presta al vostro advertising si sposti – spesso e contemporaneamente – dal televisore agli altri due schermi: smartphone e tablet.
Il prossimo anno vale la pena di investire sullo schermo televisivo invitando però lo spettatore a interagire tramite uno degli altri due schermi per poter usufruire della vostra promozione. Promuovetevi sullo schermo mobile del tablet utilizzando mail, video e social media. E promuovetevi sullo schermo del cellulare utilizzando app di fidelizzazione che tracciano gli acquisti o promozioni che coinvolgono fisicamente lo smartphone all’interno del punto vendita.

Marketing di prossimità
Servizi come Foursquare e diversi altri consentono alle persone di scegliere di ricevere sul proprio dispositivo mobile le promozioni dei rivenditori nella zona. I consumatori possono consentire l’uso della tecnologia di localizzazione oppure effettuare un check in un luogo fisico mediante i loro smartphone. Molte persone stanno ancora abituandosi all’idea di consentire la loro localizzazione via cellulare: proseguire a sperimentare il marketing di prossimità nel 2012 vi consentirà di essere preparati per raggiungere al meglio gli utenti più tecnologicamente pronti negli anni a venire.

Globalizzazione
Grazie soprattutto alla rapida espansione dell’accessibilità a internet in mobilità, nel 2012 arriveranno online più persone di quante siano mai arrivate prima. Le tecnologie di traduzione linguistica in rapido sviluppo renderanno a loro volta più semplice per gli utenti leggere un sito, una mail o un annuncio pubblicitario nella propria lingua.
Per rendere il proprio business più globale va verificato innanzitutto quali sono i paesi da cui già attirate visitatori e utilizzarli per un test di audience, creando alcuni prodotti o servizi che possano incontrare le esigenze del vostro pubblico internazionale e sperimentandoli sull’audience dei paesi che già vi seguono. I risultati di queste sperimentazioni saranno utilissimi in seguito per espandervi ad altre regioni.

Comprare ovunque
I pagamenti mediante una carta di credito di plastica prima o poi cesseranno di esistere, ma certo non quest’anno. A maggior ragione nel 2012 è importante offrire alla clientela quante più opzioni di pagamento possibile. Ogni punto vendita dovrebbe essere attrezzato per accettare pagamenti tramite PayPal e abilitato a Google Wallet o quantomeno per garantire l’opzione del pagamento tramite POS.

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Social media marketing e non solo: cosa aspettarsi nel 2012

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social mediaL’anno appena trascorso ha visto molti nuovi sviluppi nel marketing online, dal panorama in evoluzione delle ricerche organiche e a pagamento alla convergenza tra social media e search marketing, alla crescita delle ricerche localizzate e in mobilità. L’esplorazione di queste nuove opportunità in molti casi è solo all’inizio, e avrà ampi margini di sviluppo.
Le opinioni e le previsioni di analisti, esperti e consumatori permettono nel frattempo di delineare alcune previsioni relative all’evoluzione dei possibili scenari.

Marketing automatizzato e gestione sociale delle relazioni con la clientela

L’automazione del marketing consiste tradizionalmente di email e relativa alimentazione. Il 2011 è stato testimone dell’espansione del CRM (Customer Relationship Management, ovvero gestione delle relazioni con la clientela) nell’ambito dei social media, rendendo disponibile un altro canale per interagire con la clientela: questo è diventato uno dei segmenti in più rapida crescita in ambito di CRM.

Nell’anno appena iniziato il CRM sociale si evolverà come soluzione mainstream per le aziende che vorranno connettere le operazioni di marketing dalla sommità del funnel fino alla ricerca online, per arrivare sino alle vendite e alla gestione della clientela. Le aziende che acquisiranno la capacità di adottare e mettere in atto queste soluzioni saranno più efficaci nel raggiungere la propria clientela e interagire con essa, e nel configurare un percorso più chiaro verso le vendite e il marketing mirato al ROI (Return On Investments, ritorno degli investimenti).

Social media come fattore di crescita negli algoritmi di ricerca

I social network sono in crescita. Nel 2011 Facebook è stato integrato nelle ricerche di Bing, e Google+ è emerso come integrazione nativa nelle ricerche di Google. Le aziende stanno imparando a utilizzare con scioltezza i social media e hanno iniziato a sperimentare i modi per influenzare tramite questi i loro ranking.

Nel 2012 questa tendenza proseguirà, e i social media diventeranno sempre più una componente chiave negli algoritmi dei motori di ricerca. Per le aziende che vogliano mantenere o incrementare i propri ranking le attività di social marketing non potranno più essere opzionali: saranno un elemento necessario per raggiungere e mantenere con successo gli obiettivi di traffico.

Clienti e collaboratori diventano una estensione dei team di marketing

I social network vengono utilizzati sempre più frequentemente per aggregare e condividere interessi, e le opinioni – sia positive che negative – riguardo a prodotti e servizi si diffondono con sempre maggiore velocità e fluidità. Questo porta le aziende a una crescente focalizzazione nel costruire e gestire quelle che dovranno essere le esperienze e le percezioni degli utenti .

Nel 2010 le imprese hanno iniziato ad ascoltare con attenzione le esigenze e desideri dei consumatori che emergevano dal flusso dei social media, nel 2011 si sono attivate per rispondere ai commenti e alle conversazioni digitali dei loro clienti. Nel 2012 le aziende dovranno necessariamente agire in prima persona declinando i loro sforzi di marketing nella creazione e condivisione di informazioni con quei collaboratori e consumatori che grazie alla loro influenza possano essere in grado di “evangelizzare” il pubblico, aiutando a definire brand, prodotti e servizi partendo dal basso.

Mobile e social si evolvono insieme per costruire nuovi scenari

Le interazioni degli utenti, così come i loro acquisti, avvengono con frequenza crescente mediante dispositivi mobili, soprattutto in particolari mercati quali i viaggi, lo shopping e la ristorazione.

Uno studio recente ha verificato che un terzo degli americani adulti utilizza smartphone, e il loro numero si prevede in costante crescita nei prossimi anni. Per quanto riguarda il settore dei viaggi i tassi di click-through sono già maggiori da dispositivi mobili che da postazioni fisse e il marketing localizzato, alimentato da Foursquare e simili continuerà a crescere con gran velocità.

Gli acquisti online si stanno indiscutibilmente orientando verso la mobilità: Google ha stimato che il 44% dello shopping last minute avrà provenienza da smartphone e tablet. E già in quest’ultimo periodo festivo si sono visti evidenti segni di come la maggioranza delle transazioni last minute abbia luogo da dispositivi mobili.

Basandosi su questi presupposti il marketing ha ora l’opportunità di mettere a fuoco scenari specifici e unici per una ampia gamma di utenti che non sarebbe stato in grado di raggiungere utilizzando le pure tattiche di marketing tradizionale.

Le offerte del giorno acquisiscono rilevanza nei risultati di ricerca

Oggi chi cercasse “massaggi dimagranti” su Google visualizzerebbe risultati di ricerca che includono immagini di massaggi, elenchi di centri estetici che effettuano massaggi e mappe che indicano dove poterli trovare. Con tutti la mole di offerte specialissime che affollano oggi il web non è affatto assurdo prevedere che presto Google possa aiutare gli utenti includendo “le offerte del giorno per massaggi” nei risultati di ricerca. E sembra davvero improbabile che questo non avvenga già nel 2012.

Come potrà decidere Google riguardo al posizionamento su una prima pagina degli “affari del giorno”? Considerando la sua filosofia incentrata sulla migliore esperienza utente è ragionevole pensare che i suoi algoritmi in costante evoluzione si aggiorneranno in questo senso. In ogni caso è facile immaginare che Google darà rilevanza alle proprie offerte, in aggiunta a quelle che abbiano maggiore risonanza nei social network.

Riassumendo, il marketing che avrà successo nel 2012 sarà quello più rapido ed efficace nell’abbracciare e mettere in atto filosofie che integrino il marketing online, le ricerche e i social media. Naturalmente, via via che il marketing sperimenterà l’utilizzo di molteplici media, la possibilità di avere soluzioni integrate che misurino il ROI attraverso i vari canali diventerà sempre più essenziale.

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Blog, come costruire il migliore rapporto con i lettori

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blog readerNon è sufficiente fare in modo che qualcuno legga un vostro post sul blog una volta: se davvero volete che il blog abbia successo sul lungo periodo è necessario che i lettori ritornino!
Creare contenuti ottimi, pertinenti e coerenti è ovviamente il primo e fondamentale requisito, ma con questi quattro ulteriori suggerimenti sarete in grado di costruire un rapporto sempre più solido con i vostri lettori.

1. Commenti: ricambiate l’attenzione
Naturalmente tutti sperano che siano un segno di reale apprezzamento verso il blog, ma anche se li avessero inseriti soltanto per il link considerate che chiunque lasci un commento vi ha dedicato una parte del suo tempo e della sua attenzione per farlo. Il favore va sempre ricambiato, lasciando uno o due commenti a vostra volta: non esiste un blogger  a cui non faccia piacere ricevere nuovi commenti! Questo genere di cortesia e di scambio di attenzioni è un modo eccellente di costruire una relazione attiva e significativa con i vostri lettori.

2. Invitare i migliori a scrivere come ospiti
Se qualcuno si è dimostrato un lettore assiduo e ha commentato regolarmente, magari per anni, perché non invitarlo a pubblicare come ospite sul vostro blog? Non c’è chi non sia costantemente alla ricerca di nuove occasioni per pubblicare i propri contenuti e dare in questo modo nuovo carburante alle proprie campagne di marketing. Inoltre potreste avere non pochi benefici dall’esperienza del vostro ospite nel settore e dalla possibilità di avere un punto di vista diverso da proporre ai vostri lettori. E, perché no, potreste attrarre anche nuovi lettori tra coloro che seguono abitualmente il blog del vostro ospite.

3. Evidenziare i blog interessanti
Sono molti, tutti lo possono notare, i blog che periodicamente pubblicano elenchi di contenuti che ritengono sia opportuno segnalare in relazione agli argomenti trattati: se l’autore del blog li ha trovati validi e interessanti presume che anche i suoi lettori troveranno interesse nel leggerli. Questa cura nella gestione dei contenuti è un ottimo modo per costruire un rapporto più forte con i lettori e fornire loro un servizio che dimostra la vostra attenzione: è sufficiente un breve post riassuntivo con link a qualcosa che i vostri lettori possano apprezzare. E non dimenticate, periodicamente, di segnalare i contenuti più validi dei vostri stessi lettori, naturalmente con i link necessari.

4. Mantenere attivi i collegamenti con i social network
Bisognerebbe fare tutto il possibile per ringraziare e seguire chiunque rilanci i contenuti del vostro blog via Twitter o Facebook o altri social media. È importante che i lettori sappiano che viene apprezzato il fatto che si prendano il tempo di leggere e condividere i vostri contenuti: non dimentichiamo che nessuno li obbliga a farlo ed è quindi un segno di apprezzamento, attenzione e considerazione che non va mai trascurato di riconoscere con gratitudine e cortesia!

 

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Brandizzate o non brandizzate? La difficile scelta delle keyword

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Ma dopotutto non è affatto una scelta: un sito ben ottimizzato dovrebbe includere sia parole chiave “brandizzate” sia altre. Solo in questo modo ci si assicura che il sito risulti da quante più frasi di ricerca possibili, incrementando il traffico che viene convogliato verso di esso. Si dovrebbe tenere a mente il fatto che l’ammontare di traffico ottenuto dalle ricerche brandizzate e da quelle che non lo sono non è lo stesso, e che crescono e cambiano secondo parametri diversi.

keywordRicerche brandizzate

Quando il numero delle ricerche brandizzate cresce, cioè quando le persone cercano direttamente la vostra azienda, è indubbiamente un buon segno che le vostre tattiche di marketing, sia online che offline, stanno funzionando bene. Significa cioè che state costruendo una presenza online forte, incrementando il riconoscimento e la reputazione del vostro marchio.

Chi effettua una ricerca brandizzata infatti cerca specificamente la vostra azienda, presumibilmente per concludere un qualche genere di affare con essa. Gli studi sul comportamento di chi effettua le ricerche mostrano che chi utilizza i termini relativi al brand è già molto vicino al termine del proprio ciclo di acquisto e ci sono quindi migliori possibilità di ottenere una conversione. Questi utenti stanno infatti cercando attivamente proprio voi, nell’intento preciso di interagire in un modo o nell’altro col vostro brand.

Nelle campagne PPC si può avere molto successo utilizzando keyword brandizzate, ma non bisogna dimenticare che gli annunci PPC possono diventare rapidamente molto costosi. E tutto sommato non è di gran valore il fatto che qualcuno clicchi su un PPC quando sta già cercando proprio quell’azienda, perché si trova in ogni caso già molto vicino alla conversione. D’altro canto, se lo stesso annuncio viene visualizzato da chi sta effettuando ricerche generiche è probabile che si ottengano numerosi click ma relativamente poche conversioni, dal momento che l’utente non è ancora pronto all’acquisto ma sta semplicemente “guardandosi intorno”. Sono click che hanno comunque un loro valore, ovviamente, ma presumibilmente non porteranno un riscontro immediato.

Ricerche non brandizzate

Quando si considerano siti esistenti da tempo, stabilizzati e noti, che generano già un flusso di traffico consistente e costante  mediante ricerche brandizzate, sarebbe il caso che ci si focalizzasse sull’incremento di traffico che può provenire dalle ricerche non brandizzate. Parole chiave ben studiate possono condurre al vostro sito un notevole numero di nuovi utenti, aumentando significativamente le possibilità di acquisire nuovi clienti tra coloro che non conoscevano il vostro marchio o non hanno pensato di fare una ricerca basata su di esso. Naturalmente ottenere qualcosa di buono dalle ricerche non brandizzate prende più tempo che ottenere una prima posizione col nome dell’azienda, ma la SEO va costruita anche sul lungo termine.

La campagna SEO migliore dovrà includere non una sola keyword non brandizzata, ma una gamma sufficientemente ampia di parole chiave che siano pertinenti, e per far questo nel corso dell’ottimizzazione del sito bisogna tenere conto dell’intenzione dell’utente. Ad esempio, si può riferirsi alla propria attività come ad una azienda, ma un potenziale cliente potrebbe cercare invece una ditta, una società, un’organizzazione: certamente nessuno vuole penalizzare il potenziale del proprio sito solo perché trascura di includere nei propri contenuti le possibili varianti di parole chiave.

Va ricordato che naturalmente alcune parole chiave non brandizzate hanno più concorrenza di altre: più ampio è l’ambito a cui una parola chiave si riferisce più sarà ampio il bacino di utenti in cui “pesca” ma al tempo stesso sarà più difficile, com’è ovvio, ottenere ranking ottimali da una keyword molto utilizzata, e ci vorrà più tempo per arrivarci.

Come in moltissime cose, sono l’equilibrio e l’intelligenza delle scelte ad essere fondamentali per la riuscita sia nel breve che nel lungo periodo.

 

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Google che sorride: i dieci scherzi e giochi più divertenti

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Non l’ha certo inventato Google, molte aziende utilizzano con regolarità l’umorismo nel loro marketing: accade da molto tempo, tanto che tutti ricordano ancora alcune vecchie pubblicità – dai tempi di Carosello in poi – che sono diventate dei veri e propri tormentoni umoristici. E tuttora molti sono gli esempi che vengono in mente, naturalmente alcuni meglio riusciti di altri. Google non fa eccezione, e ovviamente essendo il motore di ricerca più conosciuto e utilizzato è naturale che quando cambia la sua home page inserendo un disegnino buffo, o un easter egg scherzoso una enorme quantità di persone lo notino.

Google Pac-man

Sebbene questi giochini non creino valore reale per la SEO sono certamente simpatici ed è divertente vederli, parlarne e, ancor di più,  condividerli su blog e social network.

Giocare con “mi sento fortunato”

Google Gravity

Creato dallo sviluppatore web Ricardo Cabello, al primo sguardo sembra proprio la usuale pagina di Google, ma all’improvviso tutti gli elementi della pagina precipitano a sorpresa verso il basso.

Google Sphere

Anche questo scherzo viene da Cabello: il logo di Google e la barra di ricerca sono al centro della pagina e tutti gli altri elementi orbitano intorno a loro.

Google Klingon

Certamente quelli che sono i fan più appassionati – e sono molti – apprezzeranno questa versione. ghobe’ vetlh ‘ach jIH vIHHa’!

Google Pirate

Yarrrgh! Se si deve navigare tra tempestosi mari di spam sarà meglio imparare il gergo dei pirati…

Google Pacman

Il 21 maggio 2003 è stato creato un doodle in occasione del trentesimo anniversario della creazione di Pac-Man: il logo si è trasformato in un gioco di Pac-Man perfettamente funzionante (e chissà quanti, in ricordo dei vecchi tempi, si saranno soffermati a giocarci!)

Google Swedish Chef

Vi ricordate il personaggio dei Muppet?

Easter egg, le sorprese nascoste

Un easter egg è un contenuto generalmente buffo e innocuo che i progettisti o gli sviluppatori nascondono all’interno del prodotto, solitamente un software. Viene definito un easter egg se è qualcosa del tutto estraneo alle normali funzioni del software ma non causa nessun particolare danno, anzi solitamente ottiene lo scopo di strappare un sorriso.

ASCII Art

Creazioni visive basate sul testo: il logo di Google cambierà in una forma grafica basata su linee e barre.

Google Barrel Roll

Attenzione a non farvi venire il mal di mare: non provateci se siete deboli di stomaco!

Google Recursion

È un giochino divertente quando ci si annoia, un po’ come la vecchia filastrocca di “C’era una volta un re…”. Cercate “recursion” e vedrete “did you mean recursion?” (“era ricorsività che intendevi?”)

Google Tilt

Potete cercare sia “tilt” che “askew” e Google vi ubbidirà presentandosi di conseguenza: inclinato, di sghimbescio.

Anche altri motori di ricerca hanno i loro stratagemmi: Bing ha sfondi animati sulla sua home page e potete passare il mouse su certi punti per saperne di più su quella particolare immagine (anche il suo riquadro di ricerca è decisamente intuitivo).

…Ma questi sono soltanto alcuni: sarebbe bello sapere se ne avete scoperti degli altri!

 

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