Branding

Twitter per le imprese: 20 consigli utili

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Il post di oggi raccoglie le 20 migliori tattiche di Twitter utilizzate dalle imprese e dalle marche piú importanti del Regno Unito al momento di promuovere la loro attivitá economica.

La maggior parte delle imprese considerano ogni tweet come se fosse uno spot pubblicitario.

Ogni giorno un numero maggiore di persone diventa usuario di Twitter per conto di un’impresa o direttamente creando un nome utente per una certa marca. Tuttavia si registra una confusione crescente  su quale sia il miglior modo di utilizzare questo social media per attrarre nuovi fans.

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13 buoni motivi per dedicare il tuo tempo al Social Media Marketing

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social media marketingSe si paragonano i dati di traffico di un Social Media con altri tipi di traffico, come quello derivante dai motori di ricerca, il risultato puó offrire dati sconfortanti. Se da un lato è possibile registrare picchi di visite piuttosto alti, dall’altro spesso a questo si accompagna un’alta percentuale di abbandoni, bassa percentuale di pagine viste per visita e una bassa media di tempo speso in ogni sito. Con statistiche come queste è normale che molti bloggers si chiedano se vale la pena lo sforzo e il tempo che dedicano ai social media.

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L’importanza delle immagini nelle reti sociali.

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Fotografie e reti socialiImprese come American Express, JetBlue, Diageo e Starbucks stanno modificando le proprie strategie di Social Marketing attraverso l’inserimento di fotografie che ritraggono esperienze dirette di vita quotidiana in azienda. La condivisione delle proprie storie di tutti i giorni attraverso le immagini ha lo scopo di raggiungere a livello piu’ personale i propri clienti di tutto il mondo.

Le strategie di Marketing su Facebook cambiano continuamente, pero’  rimane pur sempre una costante: le storie che veramente interessano sono quelle che si raccontano attraverso le immagini.

Se ancora attribuisci un’importanza limitata alla fotografia, tieni presente che le storie che durano davvero nel tempo in questo tipo di reti sociali, sono proprio quelle che includono le immagini.

Si tratta senza dubbio di una decisione strategica, dato che la nostra cultura consumista é orientata sempre piú all’immagine. Non ci possiamo permettere di sottovalutare il fatto che le fotografie svolgono un ruolo fondamentale nella creazione di contenuti attraenti, per i seguenti motivi :

  • I messaggi che includano un album di foto possono aumentare dal 120% al 180% la partecipazione e condivisione degli utenti, secondo le statistiche interne di Facebook.
  • Piú di 250 milioni di foto si inseriscono in Facebook diariamente.
  • Pinterest, il tabellone virtuale di annunci fotografici, é stato il testimone di questa crescita esponenziale, grazie in gran parte alla sua integrazione con la piattaforma di Facebook.

Per assicurarsi che un marchio partecipi in modo efficace in questo sistema narrativo visuale, le imprese devono pensare negli obiettivi concreti di ogni unitá di business, e non solo in inserire una semplice immagine generica.

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Il potere del branding è un mito

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Sì, è proprio così. Scoprite perché il branding non crea un grande marchio. Volete un indizio? Ha a che fare con l’esperienza del cliente con il vostro prodotto.

Il brand è importante, nessuno mette in discussione questo. Un marchio potente è enormemente più facile da vendere. Il punto è che la nozione che il “branding” possa creare un marchio forte è un mito che può costarvi un mucchio di soldi facendovi ottenere ben poco in cambio.

brandingCon “branding” qui si intende tutta la messe di attività di marketing quali advertising brand-focused, packaging, materiale di marketing, loghi, tagline e via dicendo. Nella maggior parte dei casi il denaro speso in queste attività è denaro buttato.

Naturalmente questo cozza contro tutto quello che avete imparato. Ma nonostante sia sconcertante è la pura verità e per comprendere questo bisogna capire cosa si intende realmente per “brand”.

Il vostro marchio è l’emozione che un consumatore prova quando pensa al vostro prodotto.

Tutto qua. Nulla di più o di meno. E proprio per questo il branding è spesso impotente.

Mentre è assolutamente vero che il branding può associare una emozione ad un prodotto, specialmente quando si mira ad acquirenti facilmente impressionabili (ad esempio giovanotti che guardano pubblicità di birra), nel vasto regno del B2B e persino in gran parte del mercato consumer esiste una e una sola cosa in grado di creare l’emozione nel consumatore: la sua esperienza prodotto.

Una volta che i consumatori si siano convinti che quello che vendete è robaccia non ci sarà nessuna mole di branding che possa cambiare questa percezione. Di fatto, tentare di utilizzare il branding per ovviare ad un problema del prodotto peggiora le cose: infatti non fa che richiamare l’attenzione sulla differenza tra il messaggio trasmesso dal marchio e ciò che il consumatore sa che è la verità. Di contro, se il consumatore apprezza il vostro prodotto, il marchio rifletterà questo apprezzamento.

Naturalmente è possibile utilizzare alcuni degli strumenti del branding per aiutare a spargere la voce, ma la chiave di volta è sempre la diretta esperienza del consumatore. Sempre.

È facile immaginare quali possano essere le obiezioni: e la Coca Cola allora? E la Sony? Spendono parecchio nel branding, quindi vuol dire che funziona. Non necessariamente. In ogni caso in cui c’è una riconoscibilità di marchio istantanea esiste sempre alle spalle la storia di una azienda che offre con continuità un prodotto oggettivamente eccellente (nel caso di Coca Cola una storia lunga più di cent’anni).

In ogni caso ha poco senso pensare che una piccola azienda debba imitare le strategie di mercato di una azienda come Coca Cola: a meno che, naturalmente, la vostra azienda abbia un marchio a riconoscibilità immediata costruito in decenni di lavoro.

Le piccole e medie imprese non hanno pressoché nulla in comune con Coca Cola, Sony o Apple. La maggior parte delle imprese piccole e medie vende B2B, il che significa rivolgersi a un acquirente sofisticato che è ben consapevole delle conseguenze di ogni acquisto. Pensare che un acquirente B2B possa essere incantato da una brochure luccicante o da un logo che ricorda un marchio famoso è piuttosto assurdo: nessuno di questi sbarluccicanti mezzi o mezzucci di branding avrà su di lui il minimo effetto.

Lo stesso vale per molti mercati consumer. Apple, ad esempio, è un grande marchio non a causa del suo logo o dei suoi spot pubblicitari ma perché le persone si sentono bene quando utilizzano i prodotti Apple. Tanto bene, in effetti, che il fedele di Apple è più che disponibile a passare sopra a occasionali cadute.

Persone che hanno lavorato per anni nel marketing di aziende da molti milioni di dollari, esperti di enorme competenza che hanno avuto riconoscimenti e premi, solo quando sono usciti da queste enormi logiche aziendali si sono resi conto che avevano contribuito a far sprecare milioni in branding inutile. Del resto come pensare non sia uno spreco una campagna multimilionaria di re-branding realizzata allo scopo di cambiare il colore del logo da blu a rosso?

Intendiamoci, il marketing è importante, anzi essenziale. Ma soltanto quando è focalizzato su 1) acquisire per un prodotto posizioni dominanti, 2) rendere questo più facile da vendere.

E il marchio è importante, estremamente importante. Ma il “potere del branding” per creare quel marchio purtroppo, purtroppo è solo un mito.

 

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